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DUILIO M. GALFETTI
Violinista

Ho conosciuto Michel Eggimann una decina di anni fa, era il 1996.
All`epoca,ero alla ricerca di uno strumento che potesse avere le caratteristiche di quelli della grande scuola cremonese, sia nell`aspetto che nella sonorità,ma che avesse la non comune attrattiva di un prezzo abbordabile.
Come spesso accade, un po’ per caso e poi sulla base di voci entusiastiche raccolte nell`ambiente liutario e dei musicisti, ho ordinato un violino barocco a Michel.
Qualche mese dopo ci siamo trovati a casa mia per la consegna dello strumento e devo dire che sono rimasto molto colpito.
Avevo ordinato il violino “a scatola chiusa” ma mai mi sarei aspettato una sorpresa del genere.
Era il suo secondo violino con montatura barocca ed eravamo già nella stratosfera!
Ne ho subito ordinato uno con montatura moderna e li ho utilizzati entrambi in tante incisioni con I Barocchisti:Stagioni di Vivaldi,Suites Orchestrali e Concerti Brandeburghesi di Bach, per citarne solo alcune.
Cos`hanno di speciale i violini di Michel?
Sono un violinista con la passione per la liuteria e strumenti moderni ne ho provati parecchi.
Quello che colpisce in un Eggimann è certamente il suono.
Da subito caldo, ”grasso”, ”sano” e potente, sensuale e ricco, sempre nobile e bello, con facile emissione e assenza di punti deboli su tutta la gamma sonora e lungo tutta la tastiera, la possibilità di affondare l`arco con la sensazione di avere sempre riserva e appoggio, insomma, una goduria.
Ecco, oltre ad imitare l`aspetto dei grandi Cremonesi, Michel (come diavolo farà?!) sa imitarne anche il suono! Una potenza da Formula Uno negli acuti e una coppia da Turbo Diesel nei bassi!
Finalmente un violino che suona sempre, ti aiuta e che non ti pianta in asso!
Fuori della custodia, dentro la custodia, al caldo, al freddo, umido, secco…lui suona, eccome se suona!
Col tempo poi, i violini di Michel non fanno che maturare ulteriormente e a mantenere le caratteristiche già citate.
Niente fuochi di paglia e non si tratta di “falsi”, poiché pur ispirandosi agli antichi, Michel ha sviluppato un gusto personale, reinterpretando e dando quindi un tocco caratteristico ai suoi strumenti, uno stile inconfondibile che è ciò che lo contraddistingue.
Voilà!
Non posso dunque che consigliare a tutti uno strumento di Michel Eggimann e a quelli –infine-ai quali il nome “Eggimann” dovesse fare arricciare il naso perché poco “italiano”, ricordo che Roma è sempre stata crocevia di culture anche liutarie:
Techler, Platner, Taningard, Emberger…sono solo alcuni nomi stranieri di famosi liutai che hanno operato in passato nella città eterna.
La tradizione continua!

Qualcuno dirà, ma questo Galfetti cosa ci guadagna a dire così bene di Eggimann?
Assolutamente nulla, se non il piacere di consigliare bene chi è alla ricerca di un grande strumento e forse…un legno strepitoso per il mio prossimo violino!

Duilio M.Galfetti Marzo 2008
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